Emilio Salgari nacque a Verona nel 1862. Fin da giovane mostrò una grande passione per il mare e l'avventura. Frequentò l'Istituto Nautico a Venezia con l'obiettivo di diventare un capitano di marina, ma non riuscì a completare gli studi per ottenere il diploma di capitano di grande cabotaggio. Nonostante ciò, amava farsi chiamare "Capitano" dai suoi lettori e amici.
Dato che non poteva navigare fisicamente, decise di esplorare il mondo attraverso la scrittura. Lavorò come giornalista e pubblicò decine di romanzi d'avventura a puntate. Salgari è celebre per la sua capacità di descrivere luoghi esotici come la Malesia, le Antille o il West americano con estrema precisione, basandosi esclusivamente sullo studio di mappe, enciclopedie e resoconti di viaggio consultati nelle biblioteche.
Nonostante il successo straordinario dei suoi libri, la sua vita fu segnata da profonde difficoltà. I contratti con i suoi editori erano spesso molto sfavorevoli, costringendolo a ritmi di lavoro estenuanti per mantenere la famiglia. Dopo anni di fatiche e colpito duramente dalla malattia della moglie Ida, Salgari morì a Torino nel 1911.
Collocare Salgari in un unico movimento è complesso, poiché si trova al crocevia tra il Tardo Romanticismo e la letteratura popolare. Tuttavia, esiste un legame interessante con il Verismo, la corrente guidata da Giovanni Verga e Luigi Capuana.
Sebbene Salgari scrivesse storie d'invenzione, adottava un metodo di ricerca quasi "scientifico", simile a quello dei veristi. Come Capuana sosteneva la necessità di analizzare la realtà in modo oggettivo, Salgari applicava una documentazione maniacale ai suoi libri: voleva che il contesto geografico, la fauna e la flora fossero "veri" e accurati. In questo senso, la sua precisione descrittiva può essere vista come un riflesso della tendenza verista dell'epoca, applicata però al romanzo d'avventura anziché alla cronaca sociale.
Le atmosfere della celebre saga cinematografica trovano un corrispettivo letterario nel ciclo dei "Corsari delle Antille" scritto da Salgari alla fine dell'Ottocento. Il legame principale risiede nell'ambientazione storica (il Mar dei Caraibi del XVII secolo) e nella figura del pirata nobile e tormentato.
Come nei film, anche nei romanzi di Salgari compaiono luoghi reali della pirateria come l'isola di Tortuga e vengono citati pirati storici realmente esistiti. Il tema della vendetta personale e del codice d'onore dei filibustieri sono elementi che accomunano le avventure di Salgari alle vicende moderne di Jack Sparrow e Will Turner.
Il protagonista del romanzo è Emilio di Roccanera, un nobile italiano che ha assunto l'identità del Corsaro Nero. Il suo unico scopo è vendicare la morte dei suoi fratelli per mano del governatore di Maracaibo, il fiammingo Wan Guld. A bordo della sua nave e affiancato dai famosi pirati dell'epoca, il Corsaro Nero intraprende una caccia spietata nel Golfo del Messico.
Dopo una battaglia ferocissima, il Corsaro Nero riesce a espugnare Maracaibo, ma il nemico Wan Guld riesce a fuggire per poi morire nell'esplosione della sua nave. Il dramma esplode quando Emilio scopre che la donna che ama, Honorata, è proprio la figlia di Wan Guld.
Legato da un solenne giuramento di sangue che lo obbliga a sterminare tutta la stirpe del suo nemico, il Corsaro è dilaniato dal conflitto morale. Nonostante il dolore immenso, resta fedele alla sua terribile promessa: fa calare Honorata in una scialuppa e la abbandona alla deriva in mare aperto. Il libro si conclude con il protagonista distrutto dal rimorso, mentre i suoi compagni osservano in silenzio un evento incredibile per un uomo così duro: il Corsaro Nero piange.
«Guarda lassù, Carmaux: il Corsaro Nero piange.»