La Storia della Colonna Infame

Sintesi dell'opera di Alessandro Manzoni

Introduzione: Genesi e legame con "I Promessi Sposi"

La "Storia della colonna infame" è un saggio storico di Alessandro Manzoni, pubblicato nel 1842. Inizialmente concepita come parte del romanzo (nella prima versione, il Fermo e Lucia), fu poi pubblicata come appendice all'edizione definitiva. Mentre nel romanzo la peste fa da sfondo, qui Manzoni indaga come la giustizia umana abbia potuto fallire così clamorosamente.


Il processo agli untori: cronaca di un'ingiustizia

1. L'inizio del delirio: Caterina Rosa e il sospetto

Tutto ebbe inizio il 21 giugno 1630. Una donna, Caterina Rosa, vide dalla finestra Guglielmo Piazza camminare rasente ai muri. Accecata dalla paura della peste, credette di vederlo "ungere" le pareti con sostanze infette. La sua denuncia scatenò una violenta caccia all'untore.

2. La tortura e l'invenzione del complice

Piazza fu arrestato e torturato barbaramente. Per far cessare il dolore, inventò di aver ricevuto l'unguento dal barbiere Gian Giacomo Mora. Nella bottega di Mora fu trovato del "ranno" (liscivia per bucato), che i giudici scambiarono per una prova schiacciante del veleno.

3. Il caso di Giovanni Gaetano de Padilla

Sotto tortura, i condannati fecero il nome di Don Giovanni Gaetano de Padilla, figlio del Castellano di Milano (un importantissimo esponente del governo spagnolo). Mentre Piazza e Mora furono uccisi subito, Padilla – grazie al potere della sua famiglia – fu trattato con i guanti e infine assolto nel 1632, dimostrando che la legge non era uguale per tutti.

4. Il tradimento degli intellettuali: Giannone e Parini

Manzoni critica duramente autori come Pietro Giannone e Giuseppe Parini. Invece di usare la ragione per smentire l'assurdità scientifica degli "untori", questi intellettuali assecondarono la teoria dei veleni, accettando i pregiudizi dell'epoca invece di difendere la verità.

5. L'esecuzione e il monumento all'infamia

Il 2 agosto 1630, Piazza e Mora vennero giustiziati con torture atroci (la ruota e il rogo). La casa di Mora fu rasa al suolo e vi fu eretta la Colonna Infame per maledire la loro memoria.


Conclusione: Il verdetto di Manzoni

Manzoni dimostra che la colpa non fu dell'ignoranza dei tempi, ma della cattiva fede dei giudici: sapevano che le prove erano false, ma cercavano un capro espiatorio.

La Colonna Infame fu abbattuta nel 1778. Oggi è il simbolo del male che accade quando l'ignoranza e il fanatismo si sovrappongono alla scienza e alla giustizia.