Simulazione Invalsi

Italiano – Comprensione del testo e Grammatica • Brano: «Il Balordo»

Testo – «Il Balordo»

Idee politiche il maestro Bordigoni si procurava il piacere di non averne; e se ne aveva, si negava il piacere di manifestarle. Il fascismo a quei tempi badava solo a crescere e a fortificarsi; più tardi, verso il ’28 o il ’29, diventato esigente, si accorse del Bordigoni. Il maestro Cometta, fiduciario dell’Opera nazionale Balilla, un giorno lo avvicinò e cercò di fargli capire che il nuovo clima in cui doveva crescere la gioventù italiana, esigeva dagli insegnanti una partecipazione attiva nel formare anche i più piccoli all’amore e alla devozione verso la patria fascista. Il Bordigoni ascoltò, ora fissando attraverso le lenti il piccolo Cometta, ora guardandosi intorno con il suo sguardo che non vedeva nulla e sembrava rimandato indietro dalla concavità delle lenti a illuminargli la fronte. Ascoltò e non rispose. Dopo qualche mese il Cometta lo condusse dal professor Bistoletti, fiduciario del partito per la classe insegnante, perché l’esortazione si trasformasse in un ordine perentorio. Il Bistoletti se ne lavò le mani e lo rinviò al segretario politico. Il segretario politico, che era alto quanto il Bordigoni ma molto più giovane e magro come un chiodo, quando se lo vide davanti lo prese in simpatia e gli parlò bonariamente, mettendogli le mani sulle spalle e avvicinandolo fino a sfiorargli la pancia. “Camerata Bordigoni” gli disse “tu sei dei nostri. E lavorerai con noi, non solo nella scuola, ma anche fuori. Domenica ti voglio qui in sede. Per me sei già iscritto al Partito”. Ma il Bordigoni la domenica dopo dimenticò di andare in sede e a scuola non gli venne mai in mente di parlare del fascismo che probabilmente non sapeva neppure cosa fosse di preciso. Finirono col dimenticarsi di lui. Il segretario politico si giustificò dicendo che il Bordigoni, in divisa e camicia nera, sarebbe stato ridicolo e avrebbe dato un’idea sbagliata del fascismo che era una cosa dinamica, agile e soprattutto giovane. In verità sarebbe stato una caricatura; e fu la sua mole a salvarlo dai cortei, dai saluti romani, dagli alalà e dalle altre prescrizioni di quegli anni. Con tutta la libertà di cui disponeva, e col tempo che la scuola gli lasciava per molte ore del giorno e per tutti i mesi dell’estate, Anselmo Bordigoni poteva coltivare i suoi piaceri e incrementare i suoi guadagni mettendo a profitto due profonde conoscenze connaturate alla sua personalità: la pesca e la musica. La pesca per lui era forse più un riposo e un capriccio che un espediente per integrare il suo salario di maestro elementare. Gli rendeva sì e no in un anno una cinquantina di pasti a base di agoni, persici e alborelle. La musica, invece, oltre ad essere la sua grande passione, gli serviva come mezzo di sussistenza. Dava lezione di qualunque strumento, generalmente di flauto, di clarinetto o di cornetta a operai o barbieri con buona inclinazione, e di pianoforte a qualche figlio di famiglia. Le sue lezioni erano una o due al giorno; e le impartiva sul tardi, a pesca finita, diffondendo sulla chioma degli ippocastani, dalla finestra aperta, le note del piano o del clarinetto. Dopo cena, alle otto in punto, andava a sedersi al pianoforte del Cinema Tiraboschi, sotto il bianco telone, con la schiena rivolta al pubblico. Attaccava subito a suonare mentre la gente entrava ancora, e si fermava solo dopo il primo tempo. Insieme al riaccendersi delle immagini sullo schermo riprendeva la musica, per sostare brevemente negli intervalli fra un tempo e l’altro, fino alla farsa finale. Cosa suonasse, nessuno era in grado di dirlo; ed era opinione comune che egli pestasse sui tasti come veniva, ispirandosi in qualche modo alle scene che vedeva succedersi sul telone, se pur gli era possibile vedere qualche cosa stando ai piedi della ribalta.

Domande

Nome e cognome
1. In quale periodo storico si svolgono le vicende narrate nel testo?
2. La frase «diventato esigente» ha il soggetto sottinteso ed è implicita.
Qual è il soggetto della frase? Scrivilo.
3. Il fiduciario dell’Opera nazionale Balilla vuole…
4. Indica quale tra gli esponenti del partito fascista nominati nel testo compie le azioni elencate.
Opzioni: A. Il fiduciario dell’Opera nazionale Balilla (maestro Cometta) – B. Il fiduciario del partito per la classe insegnante (prof. Bistoletti) – C. Il segretario politico.

a) Sollecita Bordigoni a condividere le nuove idee e a mettersi al servizio del partito.

b) Coinvolge Bistoletti per dare più forza al suo tentativo nei confronti di Bordigoni.

c) Non interviene e passa la questione al suo superiore.

d) Tratta Bordigoni come se fosse già iscritto al partito.

e) Giustifica il comportamento di Bordigoni con i superiori del partito.

5. Dal contesto, si può dedurre che “agoni, persici e alborelle” sono dei tipi di…
6. Quale delle seguenti frasi può sostituire “se pur gli era possibile vedere qualcosa stando ai piedi della ribalta”?
7. In quale delle seguenti frasi la preposizione «in» introduce un complemento di fine o scopo?
8. In quale frase il soggetto è sottinteso?
9. In quale frase la parola «che» è un pronome relativo?
10. Quale delle seguenti parole è un aggettivo qualificativo?
11. Quale forma verbale è al tempo trapassato prossimo?